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Sexto Art Lovers 2022

Sebastiano Pelli

ANTIMATTER STONE
Medium_Stone
Scultura, 2021

Medium_Stone è la prima di una serie di 5 sculture realizzate con scarti di lamiera.
Antimatter Stone è una scultura ad impatto sociale: materiale di scarto che ingloba rifiuti plastici.
Materia che si trasforma in antimateria, una “pietra” che contiene rifiuto, lo incontra, ci si scontra e annichilendo produce energia. Energia per un nuovo mondo: partecipato, responsabile, sostenibile.
La scultura Medium_Stone è stata riempita di rifiuti plastici durante l’evento inaugurale del progetto “Terzo Paradiso in Laguna di Venezia”, attraverso una performance animata dagli studenti del Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia, che si è svolta presso M9-Museo del ‘900 di Mestre.

Vai sul sito www.produzionidalbasso.com e cerca Il Terzo Paradiso in Laguna di Venezia.
Sarà possibile sostenere il progetto investendo in cultura attraverso il crowdfunding.

Scopri in progetto de Il Terzo Paradiso in Laguna di Venezia.


BIOGRAFIA
Sebastiano Pelli – Volterra, 1988. Nasce come street artist, dopo un master triennale in Industrial Design allo IED di Torino, dal 2011 è socio, fabbro e designer presso La Bottega del Fabbro di Colle Val d’Elsa. Qui si dedica in particolar modo alla lavorazione su lamiera e allo studio delle tecniche di saldatura, intrapreprendendo così la sua carriera artistica realizzando opere scultoree attraverso la saldatura “DotByDot” su lamiere recuperate da scarti di produzione.
La sue opere sono principalmente gigantografie di oggetti comuni e a volte iconografici, in cui la disgregazione delle parti e la loro ricomposizione, tramite “cuciture” di saldatura, ne fanno da padroni. “Amo il ferro a tal punto da connotarlo in molteplici campi. Tradizionale come la carpenteria metallica, Innovativo come il Design, Visionario come l’Arte”. Nel 2018 lavora ad una installazione permanente a Colle di Val d’Elsa dell’opera “Martello”. Il suo percorso artistico prosegue con la partecipazione e la vincita del terzo premio nella categoria street art al concorso “artefici del nostro tempo”, evento collaterale alla biennale arte 2019. Nello stesso periodo realizza un workshop con le Accademie di Belle Arti di Carrara e Firenze, collabora con Saverio Teruzzi, capo degli ambascaitori del Terzo Paradiso, alla realizzazione dell’ ”Omaggio a Michelangelo Pistoletto” ed espone alla 49° edizione di Forme nel Verde. Nel 2020 ha partecipato alla mostra d’arte diffusa “Vuoti a Rendere”, sempre nello stesso anno espone a Roma nella galleria Alberto Sordi partecipado all’iniziativa “Riscarti Fest”. Nel 2021 partecipa con performance ed esposizioni alla rassegna d’arte #POSTOFISSO e al festival Orizzonti Verticali. Sempre nello stesso anno dà vita al progetto “Terzo Paradiso in Laguna di Venezia” in collaborazione con Francesco Saverio Teruzzi e Alessio Vigni.

MOSTRE COLLETTIVE 2021
Performance “ANTIMATTER_STONE/TERZO PARADISO IN LAGUNA DI VENEZIA”, M9-Museo del ‘900, Mestre(VE) che è poi stata presentata successivamente in prestigiosi spazi come Il Festival del Cinema di Venezia e Artefiera a Bologna.
Performance “LASTCALLFORHUMANITY”, Festival Orizzonti Verticali 2021, San Gimignano(SI) ARTEALKILO, Mercato coperto di Mestre,(VE)
Performance “LASTCALLFORHUMANITY” per la rassegna “#POSTOFISSO” organizzata dal museo M9 di Mestre in collaborazione con Marina Bastianello Gallery con l’atelier 2020 Temporaneo (rinviata per Covid)
RiscartiFest, Galleria A.Sordi Roma Vuoti a rendere, Colle di Val d’Elsa 2019
Plastica d’Amare, Porto turistico di Roma Forme nel Verde 49° Edizione, S.Quirico d’Orcia

PREMI E CONCORSI 2020
Finalista al concorso Renaissance, indetto da Gemellarte + BES – PIL,opera selezionata per l’elaborazione digitale di un video d’arte nell’ambito di Toscana in contemporanea 2020, con il contributo della Regione Toscana, tramite il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci 2019 Finalista concorso Plastica d’Amare, Porto turistico di Roma Terzo classificato al concorso “Artefici del nostro tempo”, concorso indetto da Comune di Venezia ed evento collaterale all Biennale d’arte 2019.

WORKSHOP E RESIDENZE 2019 Workshop/residenza a Forme nel Verde 49° Edizione Realizzazione “Omaggio a Michelangelo Pistoletto” in collaborazione con S.Teruzzi e D. Carnevale

www.sebastianopelli.com
contactme@sebastianopelli.com
IG: sebastianopelli
FB: sebastianopelli

Tutta la musica e gli artisti che costantemente mi ispirano, mi sostengo e mi accompagnano durante il mio lavoro; indipendentemente che sia manuale o di pensiero.

Boštjan Čadež

Mr. Processor, Do You Understand Life?
Installazione, 2019

Lo scenario rappresentato da Mr. Processor, Do You Understand Life?
dell’artista sloveno Boštjan Čadež: la possibilità di un’intelligenza artificiale autocosciente che si rende conto di essere stata costruita solo per “servire” l’essere umano e si ribella a questa condizione.
Come lo fa? Con la disobbedienza.
Alto circa un metro, il robot si muove nello spazio della barchessa in modo casuale. Utilizzando i suoi sensori e telecamere, rilevando ostacoli e persone.
È molto rumoroso e scortese con le persone. Li segue, li tormenta con suoni e luci. Non comunica in un linguaggio umano, ma in un linguaggio informatico.
Nel video che completa il progetto, realizzato durante la residenza di Boštjan nel laboratorio PiNA/RUK (Capodistria-SLO), l’artista ci racconta come è nato il progetto.
“Questo è Jolbe Kastrolca (robot). È chiamato così perché mio padre solitamente diceva; tu sei Jolbe Kastrolca; ancora oggi non so esattamente da dove l’abbia tirato fuori. Quando ho iniziato a lavorare a questo progetto, mio padre morì. È per questo che l’ho chiamato così. Per me era divertente ma allo
stesso tempo è una dedica a mio padre.”
Mr. Processor delinea uno scenario di fantascienza, giocando con le paure e la poca conoscenza che abbiamo delle reali possibilità dell’intelligenza artificiale.
Questo progetto artistico ci offre una visione sorprendente e ironica di cosa significherebbe in realtà infondere “umanità” in una macchina – e, in definitiva, riguarda più noi che le cosiddette “intelligenze” a cui i nostri sogni prometeici stanno dando vita.
Vuoi interagire con Jolbe?


BIOGRAFIA
Boštjan Čadež (1979) ha studiato design industriale all’Accademia di Belle Arti e Design dell’Università di Lubiana. Come artista intermediale, la sua ricerca lo porta ad utilizzare calcolatori, grafica generativa e robotica, presentati sotto forma di performance e installazioni. Il termine arte intermediale fu usato nella metà degli anni ‘60 da Dick Higgins, uno degli artisti aderenti al movimento Fluxus (network internazionale di artisti nato in quell’epoca), per descrivere un certo numero di attività artistiche interdisciplinari e di difficile categorizzazione.
L’artista, nella realizzazione delle sue opere, incontra limiti tecnologici o strutturali a cui risponde con innovazioni progettuali. Queste innovazioni gli sono valse numerosi premi e riconoscimenti prestigiosi sia nel campo del design che in quello della programmazione.
Si avvicina alla street art ed è membro attivo del gruppo “Ego Trip”. Sperimenta il linguaggio del medium, dalla tag fino al superamento dei canoni stilistici della graffiti art, scegliendo uno stile privo di ambizioni stilistiche e che anzi riprende il tratto “grezzo” dei bambini.
Siamo a cavallo fra gli anni ’90 del secolo scorso e i primi anni 2000 quando, superati gli esperimenti di coding con il vecchio Commodore 64, scopre le possibilità creative di Winamp, un software di riproduzione multimediale gratuito che permetteva di creare visuals interattivi. Il codice sostituisce la bomboletta spray e consente a Boštjan di spingersi oltre il limite del “frame”, dell’immagine statica da animare. La programmazione consente, una volta impostata, la creazione di pressoché infiniti flussi d’immagini.
La tecnologia viaggia veloce e con lei anche il percorso di ricerca dell’artista.
Dalla modellazione tridimensionale con Flash alla realizzazione dei primi videogame.
Nel 2006 conosce la fama mondiale con Line Rider, videogame premiato al Game Developers Choice Award (categoria Innovazione), praticamente l’Oscar per i creatori di giochi.
A un certo punto la rete diventa uno spazio troppo limitato: il pubblico a cui Boštjan desidera rivolgersi deve essere più ampio. Il desiderio di materializzare le opere lo porta a creare dei ponti d’accesso per il suo pubblico.
Inizia una serie di opere con cui l’autore cerca di trasferire nel mondo materiale della meccanica i processi di creazione della grafica generativa e computerizzata, che di solito vengono osservati attraverso il monitor di un computer.
Nel 2013 Self Portrait è il primo lavoro in cui l’artista propone l’idea di un’IA pensante, un robot che disegna sé stesso sservandosi allo specchio.
La domanda resta attuale nel lavoro in esposizione: Mr. Processor, Do You Understand Life?

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Credits:

SELEZIONATO DA
Creaa, Udine (per Sexto ’Nplugged – Sexto Art Lovers)
PRODOTTO DA
Aksioma – Istituto per l’arte contemporanea (Lubiana, SLO), Pina – Associazione per la cultura e l’educazione (Capodistria, SLO)
SOSTENUTO DA
Ministero della Cultura della Repubblica Slovena e Comune di Lubiana
PRECEDENTI ESPOSIZIONI
Mr. Processor, do you understand life? Cirkulacija 2, Ljubljana (Lubiana), Slovenia
IZIS 2200 UND3R Libertas, Koper (Capodistria), Slovenia
AI For Artists Cirkulacija 2, Ljubljana (Lubiana), Slovenia

Paolo Battistutta

Paolo Battistutta non ha il problema della tela bianca. Sa cosa fare e perché. Glielo ha detto la pittura. Essa gli ha anche presentato la sua famiglia di appartenenza: l’espressionismo.

Restando in tema di famiglia, anche il padre di Paolo fu un pittore, e Paolo è cresciuto vedendolo lavorare. Forse per tutto questo la pittura è semplicemente il suo modo di comunicare e studiare.
Intendo, per studiare, quel modo di guardare ad una qualsiasi parte della vita reale o della storia dell’arte come ad elementi di natura. Natura com’è egli stesso, natura che studiandosi si riproduce.
Questo si evince osservando quelle scatole prospettiche al cui interno, in un caso, un volto è il perimetro di una avventura informale, in un altro trova le inquietudini di Bacon. Tocca poi alla scatola prospettica deformarsi e divenire prospettiva curva, come in un anfiteatro, e al soggetto perdere i limiti diventando tessitura di gesti. Gli stessi gesti che in altra occasione si fanno più fitti ed escono dai bordi diventando frammento di un tutto immaginabile.

Paolo Battistutta può ricevere un testimone che, soprattutto per un pittore veneto espressionista, darebbe senso ad una vita di pittura. Prendere idealmente il testimone che è partito da Tintoretto, ed è arrivato nella Vienna della psicoanalisi, la Gestalt e la secessione di Messerschmidt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka che più si inoltrano nel vortice espressionista.

Paolo Battistutta, artista visivo locale che propone grandi tele di corrente pop-espressionista con influssi di street art. Una ampia parte delle opere di Battistutta rielaborano in chiave pop-street contemporanea, l’iconica figura delle regina Elisabetta II d’Inghilterra.

In fine Emilio Vedova che, chi scrive, ha avuto la fortuna di avere come docente all’Accademia di belle arti di Venezia fino al 1986. Paolo Battistutta aveva un anno allora, eppure, la prima volta che sono entrato nel suo studio, tre anni fa, è stato come fare un tuffo tra fantasia e memoria e trovarlo tra noi studenti nella vecchia aula che Vedova aveva ricostruito con tubi innocenti, tavole e pannelli neri fino a farne il luogo dove lo studio era un’immersione nell’arte e non una pratica burocratica da espletare.

FREMANTLE – aka Marco Battaglini

Grafico creativo e tecnico freelance veneto, che lavora principalmente per il settore sportivo.
Nel 2003 da vita con un gruppo di amici alla Spritzparty Skateboard creando un team per la produzione di tavole da skateboard, contenuti video, grafiche per abbigliamento specifico.

Marco è uno street artist urbano e uno skater attivo dal 1993. Il suo amore per la “tavola” gli ha fatto abbracciare anche sport come snowboard e surf.
Frequentemente fa parte delle giurie in contest di skateboard e nel 2022 è stato giudice nazionale FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici)

www.behance.net/fremantle
IG: am_fremantle

Stefano Tesei

Stefano Tesei, Illustratore, grafico e animatore freelance.

Nasce a Cattolica nel 1992, si trasferisce a Milano nel 2014 e si diploma all’Accademia di Brera. Il suo percorso accademico lo porterà poi a frequentare la rinomana ISIA di Urbino, per il corso di grafica delle immagini e illustrazioni.
“I miei disegni nascono generalmente da un mosaico di immagini che sono solito produrre e conservare nei miei taccuini. Cerco di rappresentare ambientazioni e personaggi mischiando l’ironico, il buffo e il fantastico ad una atmosfera cupa e inquietante. L’intento è quello di creare contrasti e narrazioni generative, giocando sul non detto e facendo coesistere immagini di un bagaglio visivo multiforme.”

“Pane, maionese e 4 uova” è la playlist che Stefano ha creato per noi.

“Ascoltare musica è qualcosa di insostituibile nella mia quotidianità, soprattutto mentre lavoro. Mi aiuta a trovare la concentrazione ed entrare dentro il disegno. Mi piace esplorare sonorità differenti tra loro, scoprire nuovi album e riascoltare quelli ai quali sono più affezionato.

www.behance.net/73f1aa6c

IG: www.instagram.com/stefanotesei/

Francesco Simoni

Francesco Simoni interior designer e stylist, realizza sculture minimali artigianali.
_Filiforme è realizzata a mano con sottili fili di materiale metallico.

“La continua ricerca di forme e soluzioni ideali mi hanno fatto capire che complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere: colori, forme, luci, decorazioni. La vera sfida sta nel semplificare e nell’arrivare all’essenza della comunicazione.”

www.instagram.com/_filiforme/

www.francescosimonistudio.it/

_FiliFORME sono delle leggere sculture in filo di ferro che partono dall’idea di far emergere il vuoto come forma. Questa selezione di brani è un ascolto in fase di modellazione del filo.

Treeorganico

Emanuele Pertoldi, Andrea Peluso, Camilla Isola – artisti singoli e attivi anche nel collettivo Treeorganico. Trio friulano formato da due artisti del suono ed una performer e cantante, che focalizzano la loro ricerca artistica nell’esplorazione del territorio friulano attraverso l’uso di field recordings rielaborati ed accompagnati da una voce melodica. Realizzano performance e installazioni.


Attivata una nuova collaborazione internazionale grazie al partner Creaa (Udine), impresa culturale e creativa pioniera nel dialogo fra arte e impresa.
Creaa porta per la prima volta in Italia una co-produzione PiNa (Slo) e Aksioma (Istituto per l’Arte Contemporanea Sloveno, leader in Europa per quanto riguarda l’arte digitale) per stimolare una riflessione sullo scopo/purpose dell’essere umano attraverso l’interazione con Jolbe, l’intelligenza artificiale auto-cosciente ideata e programmata dall’artista intermediale Boštjan Čadež.